Intervista ad Angélica Olvera Garcìa
Direttrice del Centro Universitario Emilio Cárdenas in Messico.
L'educazione familiare attuale si caratterizza per la mancanza di limiti.
L'esperta messicana afferma che per una corretta educazione i genitori e gli insegnanti devono creare alleanze tra loro.
La maggiore preoccupazione dei genitori è dare una buona educazione ai propri figli, compito che molte volte diventa complicato. La docente messicana Angélica Olvera, laurea Honoris Causa dell'Università di Arezzo, è una esperta delle relazioni tra genitori, figli e scuola.
Pioniera nel creare e diffondere in tutto il mondo la Pedagogia sistemica e le costellazioni educative, sarà per la prima volta in Italia per un seminario teorico-pratico di Pedagogia sistemica a Roma, il 25 marzo 2012.
In cosa consiste la Pedagogia Sistemica?
E' una nuova disciplina centrata sulla partecipazione dei genitori e delle famiglie nel processo d'insegnamento-apprendimento. Oggi giorno il tempo che i genitori passano con i propri figli si è notevolmente ridotto a causa dei ruoli che entrambi ricoprono nel lavoro. La convivenza e il contatto dei genitori con i figli è diminuito moltissimo.
Questo nuovo stile di vita cambia anche il modo di educare dei genitori?
Si, l'educazione familiare si caratterizza per la poca forza nel mettere dei limiti, perché si è condizionati da un grande senso di colpa. I genitori pensano: poiché li lasciamo soli così tanto tempo non li limitiamo. Quindi quando sono con i figli permettono loro di fare cose che non sono positive. In questo modo non insegnano loro ciò che si può fare e ciò che non si può fare. Questo ha come conseguenza che i bambini crescono senza avere chiaro il concetto di limite mentre uno degli elementi pedagogici per antonomasia è proprio il limite.
I limiti sono sempre efficaci?
Porre dei limiti ha due obiettivi educativi. Se il bambino supera il limite vuol dire che ha ben chiaro quali sono le conseguenze di quella azione, ne ha una visione preventiva e attua una strategia per superare l'ostacolo sviluppando così la sua intelligenza; se rispetta il limite significa che sta rafforzando la propria volontà.
Che succede quando i genitori non assumono il proprio ruolo?
Questa mancanza di limiti fa sì che gli insegnanti assumono il compito dei genitori disperdendo moltissime energie in quanto un insegnante non potrà mai assolvere questo ruolo. D'altro canto neppure il genitore può assolvere il compito dell'insegnante e così si produce confusione. Il genitore vuole essere il docente, il docente vuole assolvere il ruolo del genitore e l'alunno viene ignorato. Tra il genitore e il docente si crea un conflitto invece che un'alleanza per educare il giovane, guardando a ciò che è meglio per lui.
La conseguenza della mancanza di limiti si sente anche a scuola?
La diminuzione dei limiti fa sì che non sia rispettata l'autorità dell'insegnante, della direzione e delle regole di socializzazione della scuola. Come conseguenza i docenti hanno gravi problemi a relazionarsi con gli alunni e lavorare con essi. Tanto a casa come a scuola si nota la mancanza di disciplina, limiti e di processi pedagogici mirati ad insegnare ai figli come comportarsi in famiglia e a scuola; ovvero a rispettare le regole di socializzazione.
La scuola non può comportarsi da genitore e la famiglia non può assumere il ruolo del professore. Esiste una problematica seria riguardo al fatto che la famiglia vuole che la scuola insegni le regole familiari e questo non può avvenire. D'altro canto le regole di socializzazione della scuola non sono rispettate dai genitori i quali non comprendono che tali regole sono differenti da quelle che vigono in famiglia.
Qual è il compito della scuola?
La scuola ha tre grandi compiti. Primo la socializzazione. Gli alunni hanno bisogno di imparare a socializzare con i propri pari e con ragazzi d'età differenti, con bambini e bambine, con quelli che provengono da diversi contesti socio-economici e culturali poiché questa è la realtà della vita.
La seconda funzione del docente è insegnare contenuti di discipline specifiche come matematica, fisica, chimica… ovvero contenuti didattici che sono già pianificati da un Ministero dell'Istruzione. Il terzo compito della scuola è che i ragazzi realmente adempiano ai propri doveri e che si sentano bene nel farlo. Il livello d'autostima dei ragazzi dipende anche da noi. Noi docenti, insieme ai genitori, dobbiamo verificare che l'autostima dei giovani sia ad un buon livello.
E l'autostima dei genitori?
Il ruolo fondamentale del genitore è educare 24 ore al giorno. Educare affinché i figli possano relazionarsi con i genitori; come genitori e non come amici. I figli hanno molti amici ma solo due genitori. Confondere il compito del genitore con quello di amico è un processo riduttivo nefasto che colpisce l'intero contesto educativo. Il compito di un genitore è troppo importante perché possa essere ridotto a quello di amico. In questo periodo i genitori non assolvono la propria funzione, poiché sono presi da un amore eccessivo per i propri figli e, per comprenderli, riducono i limiti.
Cosa si dovrebbe fare?
Molte volte la comunicazione deve essere tagliente e le spiegazioni in alcune occasioni sono inutili. Io non ho compreso i miei genitori e le mie figlie non comprenderanno me, è una catena. L'unica cosa che rimane è accettare questa dinamica e saper stare nelle diverse situazioni, poiché ogni famiglia è unica, irripetibile e insostituibile. La scuola deve rispettare le regole stabilite nella famiglia dei giovani e i genitori rispettare le norme scolastiche che permettono il funzionamento della struttura educativa.
Angélica Olvera. Ingegnere chimico, specializzata in Scienze Umane e Psicopedagogia, ha alle spalle 35 anni d'esperienza come docente. Co-direttrice del Gruppo CUDEC® (Centro Universitario Dottor Emilio Cárdenas, Messico) ha coniato il nome e posto le basi teoriche della Pedagogia Sistemica CUDEC® applicandola e sperimentandola con più di 5000 studenti, genitori ed insegnanti della comunità educativa che dirige. Ha vinto premi internazionali per le sue ricerche tenaci ed innovative in campo pedagogico, terapeutico e sociale. Ha scritto il suo ultimo libro con il grande filosofo tedesco Bert Hellinger.
Laurea Honoris Causa dell'Università di Arezzo. Docente onorario nel Master in Pedagogia Sistemica dell'Università di Barcellona.
INFORMAZIONI SU: www.pedagogiasistemica.it
info@pedagogiasistemica.it - Dott.sa Giamila Rienzi +39 349 6737532
Associazione ORIPAVI (Orientamento per la vita) www.oripavi.com
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